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“Se ci diamo una mano i miracoli si faranno e il giorno di Natale durerà tutto l'anno.”

Gianni Rodari

 

La pandemia di COVID-19 si è diffusa rapidamente a livello mondiale, i diversi governi hanno adottato atteggiamenti restrittivi necessari per ridurre i contatti tra le persone con conseguenti e importanti cambiamenti nel nostro stile di vita.

 

COSA CI DICE LA RICERCA?

Gli studi che evidenziano gli effetti della pandemia sulla salute mentale sono numerosi.

Tra questi, una pubblicazione sull’ International Journal of Environmental Research and Public Health, dal titolo: “Mental Health during the COVID-19 Lockdown over the Christmas Period in Austria and the Effects of Sociodemographic and Lifestyle Factors”, evidenzia il delicato rapporto tra salute mentale e COVID-19 nel periodo natalizio.

I fattori che durante l’attuale emergenza sanitaria entrano in gioco minacciando lo stato di benessere e salute mentale individuale e sociale sono diversi: dal timore della malattia e della morte a difficoltà economiche e lavorative sino ad arrivare all’isolamento.

Tra i più colpiti, a livello di salute mentale, appaiono i giovani, le donne, i disoccupati e persone a basso reddito.

Difatti, i giovani under 24, hanno mostrato un incremento di sintomi legati ad ansia e depressione, sostenuti da una tassativa riduzione della socializzazione e dalla preoccupazione verso il proprio futuro occupazionale ed economico.

Anche gli over 65 hanno riscontrato un aumento della sintomatologia depressiva (nonostante meno netta rispetto ai giovani), in questo caso il fattore determinante è maggiormente legato all’isolamento e al senso di solitudine, specialmente nei periodi di festa.

Nelle donne c’è stata un’intensificazione della medesima sintomatologia durante la pandemia, appare inoltre maggiormente presente, rispetto alle precedenti categorie, lo stress percepito.

In quest’ultimo caso, tra i fattori responsabili possiamo identificare un maggiore tasso di disoccupazione, un maggior carico familiare e la presenza, in alcune situazioni, di violenza di genere.

Il gruppo che invece ha riportato minore incremento della sintomatologia è costituito da coppie sposate o conviventi, individuando quest’ultima condizione come fattore protettivo verso l’impatto pandemico.

 

COSA SUCCEDE NELL’INCONTRO TRA COVID-19 E NATALE?

Come si lega l’attuale emergenza sanitaria al Natale?

Quale ruolo ricoprono le feste natalizie per il nostro benessere e per nostra salute mentale all’interno di una situazione pandemica?

Il periodo natalizio si colloca come importante evento sociale, un rituale arricchito da usanze e celebrazioni che portano a ritrovarsi in gruppo, a far ricongiungere affetti e familiari.

Questo momento d’unione appare correlato al benessere individuale e sociale.

In alcune fasce della popolazione, come gli anziani, tale vicinanza riduce in maniera importante l’isolamento e il senso di solitudine configurandosi come importante fattore protettivo verso la depressione.

Le feste natalizie oltre a fonte di gratificazione e piacere possono tuttavia divenire una fonte di stress per alcune persone, in particolar modo, una fascia della popolazione, associa il Natale ad una maggiore percezione di solitudine e ad un calo del tono dell’umore.

L’attuale situazione pandemica e le relative norme restrittive si introducono nelle festività natalizie operando un doppio ruolo sfavorevole: da un lato ostacolano la possibilità di incontro e condivisione (fattore protettivo e risorsa), dall’altro aggravano e intensificano condizioni di malessere che possono tendere a manifestarsi nei periodi festivi in alcune persone.

 

COSA POSSIAMO FARE?

Consapevoli di tutto questo, cosa possiamo fare?

Possiamo “ascoltare” ed “ascoltarci”, per intercettare il nostro o l’altrui bisogno di sostegno.

Intraprendere un percorso con un professionista o invitare una persona cara a rivolgersi ad uno psicologo per riacquisire quello stato di benessere e salute minacciato da una situazione emergenziale profondamente complessa sarà un dono che andrà ben oltre le feste.

Sentiti libero di contattarci per qualsiasi informazione o per prenotare un primo colloquio conoscitivo gratuito, di seguito i contatti dell’associazione:

Per lasciare un messaggio: 06 92946245 / Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Per parlare con un professionista: 3899411777

 

Articolo redatto da

Dr. Christian Franco

15/12/2021

 

Lunedì, 12 Dicembre 2016 19:38

Terza età e benessere

 

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Psicoterapia per gli anziani: Solitudine, psicologia e vecchiaia

Nel 1988 Christian Sommer, stava trascorrendo le vacanze a Rapallo, tutte le mattine si immergeva nelle splendide acque e scandagliava il fondale con una piccola rete da plancton. Una mattina, in maniera del tutto occasionale, scoprì un organismo che a differenza di altri, se veniva sottoposto a stress, sembrava invecchiare al contrario: diventava sempre più giovane fino a raggiungere il primo stadio di sviluppo e iniziare da capo il suo ciclo vitale. Aveva scoperto la Turritopsis Dohrnii, un particolare tipo di medusa, grande poco più di 5 mm.



Per saperne di più: http://www.stateofmind.it/2017/02/psicoterapia-per-gli-anziani/

Così come la medusa incontra degli eventi stressanti nel suo ecosistema, alcuni anziani di oggi che vivono in una grande capitale europea come Roma, vivono eventi particolarmente stressanti che evidenziano una doppia fragilità: una fragilità individuale, rappresentata dall’avanzare dell’età e dalle complicazioni spesso ad essa associate e una fragilità dei legami laddove non vengono pensati e attuati degli interventi rivolti a questa fascia di popolazione e ai loro familiari.

Partendo da queste premesse l’Associazione Inverso, promuove diversi interventi rivolti alle persone che stanno attraversando questa delicata fase del ciclo vitale. Diverse ricerche infatti, mostrano un fenomeno evidenziato nella letteratura scientifica relativa al tema dell’invecchiamento che indica una correlazione tra una pseudo-demenza e la depressione senile. A questa età infatti, la depressione se non riconosciuta e gestita può causare una demenza o meglio una pseudo-demenza laddove le cause non sono da ricercare nei processi degenerativi dell’apparato celebrale ma nella mancanza di stimoli, sociali, psicologici che permettono invece di mantenere allenate le facoltà mentali e fisiche. A tale proposito l’Associazione si occupa di intervenire con un ciclo di incontri individuali o di gruppo mirati inizialmente ad una corretta diagnosi tramite una batteria di test e, in un secondo momento, proponendo delle attività mirate per sollecitare gli aspetti cognitivi.

In alcuni situazioni invece è proprio la fragilità dei legami l’aspetto su cui intervenire. In questi casi il benessere passa attraverso la cura di questi legami attraverso degli incontri di psicoterapia individuale o familiare. L’invecchiamento infatti non è semplicemente un fatto privato ma un evento che accade all’interno di una famiglia, dove ci sono altri individui che spesso possono provare sentimenti di rabbia o senso di colpa, paralizzandosi e isolandosi. Il peggioramento cognitivo di un familiare infatti è un fenomeno che spesso viene nascosto e la stessa sorte può capitare al familiare o ai familiari che si trova più direttamente collegati. Proprio in questi casi degli incontri con un professionista possono aiutare ad uscire dall’isolamento, definire ed affrontare le difficoltà e permettere il recupero di uno spazio personale.

 

La psicoterapia per gli anziani richiede accorgimenti particolari ed è importante tener conto delle limitazioni sia fisiche che cognitive legate all'età.

In alcuni casi l’intervento può essere domiciliare: la valutazione sull’opportunità di un tale setting viene fatta dall’èquipe di InVerso, a seconda delle specificità della situazione e del contesto.

 

Sia per quanto riguarda gli interventi sul benessere cognitivo che per quello familiare non sarà possibile invertire lo sviluppo come fa la piccola medusa scoperta a Rapallo, ma è possibile gestire un evento stressante e scoprire delle nuove risorse che permettono di migliorare la qualità di vita, sia della persona direttamente coinvolta sia dei suoi familiari. 

 

Associazione Inverso Roma: supporto psicologico a domicilio

La nostra associazione offre consulenza psicologica domiciliare: Sostegno psicologico alle persone anziane o disabili e ai loro familiari.

 

Sostegno psicologico a favore di malati gravi, pazienti oncologici.Sostegno psicologico a favore di anziani fragili e pazienti affetti da patologie quali morbo di Alzheimer, morbo di Parkinson, demenza ed altre malattie degenerative. Supporto psicoterapeutico finalizzato alla cura di differenti psicopatologie (ansia, depressione, disturbi della condotta alimentare, dipendenze) 

Articolo redatto dal Dott. Gian Luca Banini (dicembre 2016)

 

 

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