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L’Associazione InVerso invita gli psicologi interessati al settore domiciliare, o già attivi in esso, a partecipare all’evento che l’Ordine degli Psicologi del Lazio ha in programma per venerdì 14 dicembre. Verrà presentato un eBook a tema, frutto del lavoro svolto in questi anni, nonché si avrà l’occasione di ascoltare il contributo di due esponenti istituzionali attivi in ambito domiciliare (in particolare nel contesto perinatale e psichiatrico).

InVerso, attraverso la collaborazione del suo Presidente, la Dr.ssa Dominijanni, al gruppo di lavoro “Psicologia e Interventi Domiciliari” fornisce con piacere il suo contributo allo scambio professionale in corso e sostiene e promuove le annesse attivita’ dell’Ordine.

Maggiori dettagli sull’evento e sulle modalità di prenotazione al link seguente:

https://www.ordinepsicologilazio.it/eventi/lintervento-psicologico-domiciliare-competenze-modelli-prassi/

INCONTRI DI INTERVISIONE PER PSICOLOGI DOMICILIARI

 

Lunedì, ore 18.30-20

c/o Scalea Ugo Bassi, 42 Roma (Trastevere)

 

 

Sei uno psicologo e lavori presso il domicilio dell’utente/paziente?

Ti senti spesso “solo” e “isolato” in questo delicato lavoro?

 

Se hai risposto sì a queste due domande, al di là di quale sia lo specifico ambito in cui operi (psichiatria, disabilità, autismo, DSA, perinatalità, oncologia, etc.), ti potrebbe essere estremamente utile “fermarti” e condividere con dei colleghi il tuo operato, aprire uno sguardo “altro” sulle dinamiche attivate nel setting “intimo” delle mura domestiche, fare rete.

 

Il setting domiciliare ha delle sue peculiarità, richiede competenze specifiche allo psicologo!

 

 

Gli incontri si svolgeranno ogni primo e terzo lunedì del mese, a partire da febbraio.  

Costo a incontro 15 euro

Il gruppo sarà facilitato dagli psicologi-psicoterapeuti di InVerso che hanno maturato una specifica competenza in ambito domiciliare, in particolare con utenza psichiatrica.

 

Per info e/o iscrizioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. / cell. 3899411777

  

Martedì, 12 Dicembre 2017 23:18

La "solitudine" dello psicologo domiciliare

Per uno psicologo lavorare presso il domicilio del paziente - lo sa bene chi già opera in questo contesto - non è una semplice variante logistica! Spostare il setting dal proprio studio/ambulatorio per entrare nel luogo dell’intimità e quotidianità dell’utente è un movimento che attiva, fra le parti in gioco, infinite, particolari e complesse emozioni e dinamiche.

Lo psicologo si ritrova all'interno di uno scenario decisamente differente da quello in cui lo colloca l’immaginario collettivo: non più comodamente seduto sulla propria poltrona, taccuino alla mano e lettino, bensì…immerso negli spazi sconosciuti abitati dal paziente e dai suoi familiari. Spazi che spesso “parlano” in modo molto forte della sofferenza o del disagio per cui viene richiesto l’intervento domiciliare, spazi in cui si respira il clima emotivo che permea la quotidianità di chi ci vive, spazi che necessitano a volte di nuovi confini e possibilità di esplorazione, di essere reinvestiti emotivamente, di diventare luogo di cura ed evoluzione, laddove invece magari sono percepiti principalmente come luogo di malattia o di esasperato e doloroso conflitto. Essere catalizzatore di una trasformazione di questo tipo richiede allo psicologo diverse competenze. Innanzitutto flessibilità e creatività, per utilizzare al meglio le risorse e le sorprese che si trova intorno a disposizione, per adattarsi alla mutevolezza delle situazioni. Questo però mantenendo fermo il setting, inteso come assetto interno, funzione psichica che permette alla relazione di essere pensata e contenuta dentro dei confini chiari. Lo psicologo domiciliare dovrà anche avere la capacità “sistemica” di entrare, accomodarsi e associarsi (per dirla con Minuchin, padre fondatore dell’approccio strutturale sistemico) senza rimanerne invischiato o essere manipolato, cosa che è evidentemente più delicata quando si entra letteralmente dentro al sistema. Sarà inoltre necessario saper fare un buon lavoro di rete, perché le situazioni domiciliari sono spesso, per loro stessa natura, complesse e bisognose di un intervento che tenga insieme i pezzi: potrebbero esserci, per esempio, altre figure professionali private coinvolte (quali educatori, badanti) oppure un percorso attivo o da attivare presso csm o altri servizi territoriali, enti del terzo settore, etc.

 

Terapia domiciliare: quali sfide per lo psicologo?

Da quanto detto finora, risulta chiara la complessità e le sfide con cui si confronta lo psicologo domiciliare. Tra queste, spicca in primo luogo la necessità di uscire dal senso di solitudine che spesso sperimenta. E’ proprio questo il vissuto che più frequentemente viene riportato da chi lavora nel contesto domiciliare: ci si trova molto esposti emotivamente, immersi in situazioni complesse, “ospiti”, senza avere le spalle coperte da una istituzione o dalla cornice professionale dello studio, fisicamente lontano dai colleghi.

Ovviamente i possibili contesti e l’utenza per la quale l’intervento domiciliare di tipo psicologico ha senso di esistere sono multipli e diversi tra loro, ma in genere hanno due caratteristiche: complessità e fragilità. Si tratta di dimensioni che hanno bisogno di essere pensate e tenute insieme: per fare ciò la mente di gruppo è una risorsa fondamentale.

InVerso si occupa da anni di psicologia e psicoterapia a domicilio e ciò che ci consente di procedere in questo affascinante e complesso ambito di intervento è indubbiamente il lavoro di gruppo che fa da contenitore e contesto di elaborazione di vissuti e dinamiche intrapsichiche ed interpersonali, ci consente di “pensare” storie e possibilità, guardare con doppio sguardo interno-esterno i sistemi in cui entriamo.

La domanda di intervento domiciliare sembra essere in aumento, ma se consideriamo la delicatezza e la fatica del lavoro che si fa a domicilio (pensiamo alle situazioni psichiatriche, alle disabilità gravi, alle patologie degenerative o in fase terminale) appare evidente il bisogno per noi psicologi di “attrezzarci” adeguatamente: non ci si può improvvisare psicologi domiciliari, perché non si tratta semplicemente di “spostare” il lavoro dallo studio a casa del paziente! E’ necessario piuttosto agire con competenza e con una serie di “tutele”.

 

Lo psicologo e gli interventi domiciliari: quali competenze?

Tre passi importanti da fare per lavorare come psicologo in setting domiciliare:

  1. valutare: capire se fa per noi questa “rivoluzione” di movimento e quale target di utenza si sente di volere e potere avvicinare nel proprio domicilio;
  2. formarsi: è vero che esiste poca letteratura specifica sull’argomento e corsi o contesti di formazione, ma è anche vero che qualcosa inizia ad esserci. L’Ordine Psicologi del Lazio, per esempio, ha attivato un gruppo di lavoro che si chiama proprio “Psicologia e Interventi Domiciliari” che, tra le altre cose, sta elaborando un ebook sull’argomento;
  3. “fare rete”, uscire dall’isolamento, confrontarsi: si tratta di strumenti importanti per lo psicologo in generale, ma ancor di più se opera a domicilio.

InVerso a febbraio attiverà un gruppo di intervisione per psicologi che lavorano in contesti domiciliari. A breve maggiori dettagli ;-)

Articolo redatto da Dr.ssa Laura Dominijanni (dicembre 2017)

Lunedì, 12 Dicembre 2016 19:38

Terza età e benessere

 

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Psicoterapia per gli anziani: Solitudine, psicologia e vecchiaia

Nel 1988 Christian Sommer, stava trascorrendo le vacanze a Rapallo, tutte le mattine si immergeva nelle splendide acque e scandagliava il fondale con una piccola rete da plancton. Una mattina, in maniera del tutto occasionale, scoprì un organismo che a differenza di altri, se veniva sottoposto a stress, sembrava invecchiare al contrario: diventava sempre più giovane fino a raggiungere il primo stadio di sviluppo e iniziare da capo il suo ciclo vitale. Aveva scoperto la Turritopsis Dohrnii, un particolare tipo di medusa, grande poco più di 5 mm.



Per saperne di più: http://www.stateofmind.it/2017/02/psicoterapia-per-gli-anziani/

Così come la medusa incontra degli eventi stressanti nel suo ecosistema, alcuni anziani di oggi che vivono in una grande capitale europea come Roma, vivono eventi particolarmente stressanti che evidenziano una doppia fragilità: una fragilità individuale, rappresentata dall’avanzare dell’età e dalle complicazioni spesso ad essa associate e una fragilità dei legami laddove non vengono pensati e attuati degli interventi rivolti a questa fascia di popolazione e ai loro familiari.

Partendo da queste premesse l’Associazione Inverso, promuove diversi interventi rivolti alle persone che stanno attraversando questa delicata fase del ciclo vitale. Diverse ricerche infatti, mostrano un fenomeno evidenziato nella letteratura scientifica relativa al tema dell’invecchiamento che indica una correlazione tra una pseudo-demenza e la depressione senile. A questa età infatti, la depressione se non riconosciuta e gestita può causare una demenza o meglio una pseudo-demenza laddove le cause non sono da ricercare nei processi degenerativi dell’apparato celebrale ma nella mancanza di stimoli, sociali, psicologici che permettono invece di mantenere allenate le facoltà mentali e fisiche. A tale proposito l’Associazione si occupa di intervenire con un ciclo di incontri individuali o di gruppo mirati inizialmente ad una corretta diagnosi tramite una batteria di test e, in un secondo momento, proponendo delle attività mirate per sollecitare gli aspetti cognitivi.

In alcuni situazioni invece è proprio la fragilità dei legami l’aspetto su cui intervenire. In questi casi il benessere passa attraverso la cura di questi legami attraverso degli incontri di psicoterapia individuale o familiare. L’invecchiamento infatti non è semplicemente un fatto privato ma un evento che accade all’interno di una famiglia, dove ci sono altri individui che spesso possono provare sentimenti di rabbia o senso di colpa, paralizzandosi e isolandosi. Il peggioramento cognitivo di un familiare infatti è un fenomeno che spesso viene nascosto e la stessa sorte può capitare al familiare o ai familiari che si trova più direttamente collegati. Proprio in questi casi degli incontri con un professionista possono aiutare ad uscire dall’isolamento, definire ed affrontare le difficoltà e permettere il recupero di uno spazio personale.

 

La psicoterapia per gli anziani richiede accorgimenti particolari ed è importante tener conto delle limitazioni sia fisiche che cognitive legate all'età.

In alcuni casi l’intervento può essere domiciliare: la valutazione sull’opportunità di un tale setting viene fatta dall’èquipe di InVerso, a seconda delle specificità della situazione e del contesto.

 

Sia per quanto riguarda gli interventi sul benessere cognitivo che per quello familiare non sarà possibile invertire lo sviluppo come fa la piccola medusa scoperta a Rapallo, ma è possibile gestire un evento stressante e scoprire delle nuove risorse che permettono di migliorare la qualità di vita, sia della persona direttamente coinvolta sia dei suoi familiari. 

 

Associazione Inverso Roma: supporto psicologico a domicilio

La nostra associazione offre consulenza psicologica domiciliare: Sostegno psicologico alle persone anziane o disabili e ai loro familiari.

 

Sostegno psicologico a favore di malati gravi, pazienti oncologici.Sostegno psicologico a favore di anziani fragili e pazienti affetti da patologie quali morbo di Alzheimer, morbo di Parkinson, demenza ed altre malattie degenerative. Supporto psicoterapeutico finalizzato alla cura di differenti psicopatologie (ansia, depressione, disturbi della condotta alimentare, dipendenze) 

Articolo redatto dal Dott. Gian Luca Banini (dicembre 2016)

 

 

Quali SETTING sono POSSIBILI per una CURA moderna e ACCESSIBILE?

Questa la macro-domanda che fa da filo rosso ai diversi interventi previsti per il convegno "La psicoterapia verso le persone", che si terrà presso l'Opera Don Calabria, sabato 24 settembre a Roma.

L'Associazione InVerso (in target con il tema del convegno a partire già dal proprio nome!), porterà il suo contributo sul SETTING DOMICILIARE, con un intervento del Dott. Gian Luca Banini: "Quando il terapeuta va a domicilio: l'esperienza dell'Associazione InVerso".

Vi aspettiamo!

 

Il convegno
Mattina!
Registrazione partecipanti (8:30)
Don Noicir Marchetti Saluti di benvenuto
Damiano Biondi – Esporsi ai cambiamenti: il setting come processo dinamico nella mente del terapeuta

(9,00)
Marco Cundari – Integrazioni: l'esperienza del Centro Clinico di Psicoterapia Idea Prisma 82

(9,30)
Alessandra De Coro – L'evoluzione del setting in psicoterapia: dalle regole per la cura alla cura attraverso la relazione

(10,00)
Alessandro Grispini – Psicoterapie nelle istituzioni: tra teoria e pratica

(11,15)
Alessia Puddu – Conoscersi e riconoscersi: un approccio etnopsicologico nella terapia con il migrante

(12,00)
Discussione –
Carla Patrizi

Pomeriggio!
Giuseppe Luoni – Una rete tra di noi. La funzione della vita on-line nella psicoterapia con gli adolescenti

(14,30)
Riccardo Stacchini e Carmine D’Anzica – Psicoterapia in riabilitazione: quali adattamenti necessari per una sostenibilità dell’intervento 

(15,15)
Francesca Donaera – Costruzione di un setting domiciliare con i bambini: il progetto tartaruga 

(16,15)
Giovanni Dessena – La costituzione del setting nella psicoterapia con paziente affetto da SLA 

(17,00)
Gian Luca Banini – Quando il terapeuta va a domicilio: l'esperienza dell'Associazione InVerso

(17,45)

Discussione - Damiano Biondi

(18,00) 
Somministrazione questionario ECM

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