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Lunedì, 12 Dicembre 2016 19:38

Terza età e benessere

 

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Psicoterapia per gli anziani: Solitudine, psicologia e vecchiaia

Nel 1988 Christian Sommer, stava trascorrendo le vacanze a Rapallo, tutte le mattine si immergeva nelle splendide acque e scandagliava il fondale con una piccola rete da plancton. Una mattina, in maniera del tutto occasionale, scoprì un organismo che a differenza di altri, se veniva sottoposto a stress, sembrava invecchiare al contrario: diventava sempre più giovane fino a raggiungere il primo stadio di sviluppo e iniziare da capo il suo ciclo vitale. Aveva scoperto la Turritopsis Dohrnii, un particolare tipo di medusa, grande poco più di 5 mm.



Per saperne di più: http://www.stateofmind.it/2017/02/psicoterapia-per-gli-anziani/

Così come la medusa incontra degli eventi stressanti nel suo ecosistema, alcuni anziani di oggi che vivono in una grande capitale europea come Roma, vivono eventi particolarmente stressanti che evidenziano una doppia fragilità: una fragilità individuale, rappresentata dall’avanzare dell’età e dalle complicazioni spesso ad essa associate e una fragilità dei legami laddove non vengono pensati e attuati degli interventi rivolti a questa fascia di popolazione e ai loro familiari.

Partendo da queste premesse l’Associazione Inverso, promuove diversi interventi rivolti alle persone che stanno attraversando questa delicata fase del ciclo vitale. Diverse ricerche infatti, mostrano un fenomeno evidenziato nella letteratura scientifica relativa al tema dell’invecchiamento che indica una correlazione tra una pseudo-demenza e la depressione senile. A questa età infatti, la depressione se non riconosciuta e gestita può causare una demenza o meglio una pseudo-demenza laddove le cause non sono da ricercare nei processi degenerativi dell’apparato celebrale ma nella mancanza di stimoli, sociali, psicologici che permettono invece di mantenere allenate le facoltà mentali e fisiche. A tale proposito l’Associazione si occupa di intervenire con un ciclo di incontri individuali o di gruppo mirati inizialmente ad una corretta diagnosi tramite una batteria di test e, in un secondo momento, proponendo delle attività mirate per sollecitare gli aspetti cognitivi.

In alcuni situazioni invece è proprio la fragilità dei legami l’aspetto su cui intervenire. In questi casi il benessere passa attraverso la cura di questi legami attraverso degli incontri di psicoterapia individuale o familiare. L’invecchiamento infatti non è semplicemente un fatto privato ma un evento che accade all’interno di una famiglia, dove ci sono altri individui che spesso possono provare sentimenti di rabbia o senso di colpa, paralizzandosi e isolandosi. Il peggioramento cognitivo di un familiare infatti è un fenomeno che spesso viene nascosto e la stessa sorte può capitare al familiare o ai familiari che si trova più direttamente collegati. Proprio in questi casi degli incontri con un professionista possono aiutare ad uscire dall’isolamento, definire ed affrontare le difficoltà e permettere il recupero di uno spazio personale.

 

La psicoterapia per gli anziani richiede accorgimenti particolari ed è importante tener conto delle limitazioni sia fisiche che cognitive legate all'età.

In alcuni casi l’intervento può essere domiciliare: la valutazione sull’opportunità di un tale setting viene fatta dall’èquipe di InVerso, a seconda delle specificità della situazione e del contesto.

 

Sia per quanto riguarda gli interventi sul benessere cognitivo che per quello familiare non sarà possibile invertire lo sviluppo come fa la piccola medusa scoperta a Rapallo, ma è possibile gestire un evento stressante e scoprire delle nuove risorse che permettono di migliorare la qualità di vita, sia della persona direttamente coinvolta sia dei suoi familiari. 

 

Associazione Inverso Roma: supporto psicologico a domicilio

La nostra associazione offre consulenza psicologica domiciliare: Sostegno psicologico alle persone anziane o disabili e ai loro familiari.

 

Sostegno psicologico a favore di malati gravi, pazienti oncologici.Sostegno psicologico a favore di anziani fragili e pazienti affetti da patologie quali morbo di Alzheimer, morbo di Parkinson, demenza ed altre malattie degenerative. Supporto psicoterapeutico finalizzato alla cura di differenti psicopatologie (ansia, depressione, disturbi della condotta alimentare, dipendenze) 

Articolo redatto dal Dott. Gian Luca Banini (dicembre 2016)

 

 

Quali SETTING sono POSSIBILI per una CURA moderna e ACCESSIBILE?

Questa la macro-domanda che fa da filo rosso ai diversi interventi previsti per il convegno "La psicoterapia verso le persone", che si terrà presso l'Opera Don Calabria, sabato 24 settembre a Roma.

L'Associazione InVerso (in target con il tema del convegno a partire già dal proprio nome!), porterà il suo contributo sul SETTING DOMICILIARE, con un intervento del Dott. Gian Luca Banini: "Quando il terapeuta va a domicilio: l'esperienza dell'Associazione InVerso".

Vi aspettiamo!

 

Il convegno
Mattina!
Registrazione partecipanti (8:30)
Don Noicir Marchetti Saluti di benvenuto
Damiano Biondi – Esporsi ai cambiamenti: il setting come processo dinamico nella mente del terapeuta

(9,00)
Marco Cundari – Integrazioni: l'esperienza del Centro Clinico di Psicoterapia Idea Prisma 82

(9,30)
Alessandra De Coro – L'evoluzione del setting in psicoterapia: dalle regole per la cura alla cura attraverso la relazione

(10,00)
Alessandro Grispini – Psicoterapie nelle istituzioni: tra teoria e pratica

(11,15)
Alessia Puddu – Conoscersi e riconoscersi: un approccio etnopsicologico nella terapia con il migrante

(12,00)
Discussione –
Carla Patrizi

Pomeriggio!
Giuseppe Luoni – Una rete tra di noi. La funzione della vita on-line nella psicoterapia con gli adolescenti

(14,30)
Riccardo Stacchini e Carmine D’Anzica – Psicoterapia in riabilitazione: quali adattamenti necessari per una sostenibilità dell’intervento 

(15,15)
Francesca Donaera – Costruzione di un setting domiciliare con i bambini: il progetto tartaruga 

(16,15)
Giovanni Dessena – La costituzione del setting nella psicoterapia con paziente affetto da SLA 

(17,00)
Gian Luca Banini – Quando il terapeuta va a domicilio: l'esperienza dell'Associazione InVerso

(17,45)

Discussione - Damiano Biondi

(18,00) 
Somministrazione questionario ECM

L'associazione Inverso si occupa ormai da diversi anni di interventi di psicologia e psicoterapia a domicilio sul territorio di Roma. Si tratta di una tipologia di intervento piuttosto nuova, verso la quale l'attenzione sta diventando sempre maggiore, da parte degli addetti al settore e non. Recentemente anche l'Ordine degli Psicologi del Lazio ha attivato un gruppo di lavoro sull'argomento, per cercare di definire lo stato attuale delle realtà professionali che si avvicinano, con interventi diversificati, a questa delicata area e sono molteplici le occasioni di incontro e confronto tra professionisti operanti nel settore o interessati ad avvicinarvisi.

 

Consulenza, sostegno psicologico e psicoterapia a domicilio:

caratteristiche di un intervento innovativo.

 

 

Ultimamente l’idea di erogare servizi domiciliari non esclusivamente assistenziali sta diventando qualcosa di pensabile anche per gli psicologi, per lo più restii a svolgere i propri interventi - specie se finalizzati al cambiamento, come nel caso della psicoterapia - in situazioni che escano dal setting classico, su cui tanto si è detto e scritto a partire da Freud in poi.

Eppure, come ben sappiamo, non tutte le persone si trovano nelle condizioni di rivolgersi a un professionista e raggiungerlo presso il suo studio privato. In alcuni casi l’impedimento è “oggettivo” (problemi fisici), in altri “soggettivo” (blocchi psichici che rendono particolarmente difficile il contatto con l’esterno), ma il risultato non cambia: lo psicologo/psicoterapeuta diventa “irraggiungibile”. In questo senso, l’intervento domiciliare è una possibile risorsa, di cui però vanno valutate di volta in volta potenzialità terapeutiche e rischi collusivi. In altre parole la richiesta di un servizio di questo tipo pone il professionista di fronte alla necessità di esplorarne il “senso”: il noto strumento dell’analisi della domanda diventa qui imprescindibile.

Rimandando ad altri contesti per una riflessione approfondita e specialistica su confini, limiti e risorse della psicoterapia a domicilio, vorremmo fornire in questa occasione una cornice del servizio domiciliare erogato dalla équipe di InVerso: potrà rispondere alla curiosità di qualche lettore, ma anche orientare chi stia pensando di richiedere un intervento di questo tipo.

 

Chi e Quando

La difficoltà a uscire di casa può essere legata a motivi fisici o psichici. In particolare, può riguardare:

- Malati oncologici o con traumi ortopedici (per esempio post-incidente), costretti a casa per lunghi periodi, che chiedono che il professionista li raggiunga proprio dove è necessaria una riorganizzazione - non solo pratica, ma in primo luogo emotiva - delle proprie giornate; un supporto potrebbe essere molto utile anche per i familiari che si confrontano con il carico psico-fisico prodotto dalla malattia del proprio caro;

 

- Chi ha vissuto un lutto recente e si trova schiacciato da sentimenti depressivi che possono togliere la forza di dirigersi all'esterno in cerca di un aiuto. In questi casi, lavorare direttamente dove l'assenza è una dolorosa presenza può essere più efficace per il faticoso processo di “elaborazione del lutto” e per restituire un posto a quelle parti di sé lasciate da chi se ne è andato;

 

- Donne incinte nell'ultimo periodo della gestazione, alle prese con una gravidanza complicata, o donne nella delicata fase post-partum, che potrebbero avvertire un forte senso di fatica a lasciare il proprio "nido". Proponiamo in questi casi un sostegno alla maternità in loco e un lavoro sui sentimenti depressivi e ambivalenti che spesso accompagnano questa nuova fase del ciclo vitale;

 

- Minori con problematiche legate all'età evolutiva (es.: fobie scolastiche, modalità relazionali disfunzionali etc.) e reticenti ad andare a studio. Far entrare lo psicologo in casa può essere una buona soluzione, in quanto consente al minore di sentirsi più a proprio agio nel proprio ambiente e, contemporaneamente, permette al professionista di osservare e intervenire direttamente lì dove si manifesta il disagio.

 

- Pazienti con disturbi psichici importanti, che comportino cioè una severa restrizione dell’autonomia personale rendono impensabile o molto difficoltoso il contatto con l’esterno (es.: attacchi di panico e disturbi ossessivi invalidanti, ritiro autistico, psicosi).

 

Come

Il primo contatto è generalmente di tipo telefonico. In questa fase professionista e utente hanno la possibilità di “annusarsi a distanza”: solitamente la persona che chiama fa una serie di domande (per lo più relative agli aspetti pratico-organizzativi del servizio) ed espone il motivo della richiesta, mentre lo psicologo, attraverso una schede d’accoglienza, prende le informazioni necessarie a orientarsi.

Il passo successivo è la convocazione, per un primo colloquio a studio, della/e persona/e coinvolte nel problema portato. Anche qualora l’intervento richiesto sia già esplicitamente di tipo domiciliare riteniamo preferibile procedere ad una adeguata analisi della domanda vis-a-vis “a casa nostra”, dove possiamo muoverci al meglio e presentarci.  Questo passaggio è importante per “preparare” l’ingresso a casa, specie quando – e capita spesso - chi fa la richiesta è un familiare che, non sapendo come “convincere” il proprio caro ad andare dallo psicologo, si rivolge a noi con la speranza di un “miracoloso” intervento dell’esperto direttamente a casa. La speranza va trasformata in impegno e il miracolo in un progetto, co-costruito con lo psicologo. Questo passaggio può svolgersi in un’unica seduta (come solitamente accade quando, per esempio, l’utente è già motivato e fa la richiesta personalmente) o richiedere un tempo maggiore.

Il momento del primo incontro a domicilio è molto delicato e denso di emozioni: generalmente ci rechiamo in due, sia per “presentarci” come associazione, sia per poter meglio valutare la complessità del sistema in cui ci troviamo immersi (secondo il noto aforisma “quattro occhi vedono meglio di due!”). A fase valutativa terminata, se si decide di intraprendere un percorso – sia esso di sostegno psicologico o di psicoterapia – questo prosegue per lo più con un unico professionista.

Il setting delle sedute ha chiaramente delle differenze rispetto a quello classico: è importante che la stanza scelta non cambi tra un incontro e l’altro e che, durante la seduta, lo spazio venga tutelato il più possibile nei confini e nella privacy (concordiamo per esempio di spegnere i cellulari, non rispondere al citofono o delegare qualcun altro se presente in casa, etc.). Ovviamente queste accortezze non possono e non devono “tenere tutto sotto controllo”, bensì dare una cornice all’intervento. Flessibilità e creatività sono competenze necessarie al terapeuta per gestire al meglio i numerosi imprevisti che si troverà ad affrontare, preziose occasioni da cogliere e utilizzare nella relazione terapeutica.  

 

Perché

Come già evidenziato, l’opportunità di avviare un intervento domiciliare va valutata di volta in volta, poiché tante sono le variabili e gli aspetti da prender in considerazione. In questa occasione, dunque in termini generali e con finalità di orientamento dell’utenza, possiamo dire che:

- raggiungere nel proprio domicilio chi è impossibilitato ad uscire (per cause mediche) è spesso l’unica possibilità per rispondere a un bisogno di aiuto psicologico altrimenti inascoltato. Il fatto che la persona sia in una posizione di scarsa autonomia motoria non significa necessariamente che l’unico servizio possibile è di tipo assistenziale, potrebbe avere le risorse per un percorso psicologico, per esempio finalizzato alla gestione delle difficoltà e sofferenze emotive del quotidiano, all’elaborazione dei vissuti depressivi legati alla malattia, alla riorganizzazione delle relazioni familiari, etc.

-per chi si sente bloccato nel contatto con l’esterno (per problematiche di natura psichica) l’intervento domiciliare può essere un primo aggancio. In questo caso, oltre che sul sintomo che muove la richiesta, si lavorerà con l’obiettivo di rendere pensabile e attuabile - con tempi e modalità necessariamente diversi da caso a caso - un’inversione del senso di marcia: costruire nella relazione d’aiuto una “apertura” che favorisca il movimento della/e persona/e verso l’esterno,  di cui lo studio dello psicologo diventa prezioso terreno di sperimentazione e simbolo. In altre parole la terapia a domicilio è pensata come una fase di passaggio, un contesto in cui “prepararsi a”, come del resto vale per ogni terapia condotta a studio!

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