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SETTEMBRE E BUONI PROPOSITI: INIZIO UNA PSICOTERAPIA!

Settembre è un mese particolare, si potrebbe dire di transizione, segna l’inizio di un periodo, ma anche la fine di un altro, è un “Capodanno psicologico” rispetto a quello convenzionale del 1 Gennaio.

Tutto è rimandato a Settembre, in attesa che passi quel periodo rallentato e sonnacchioso che è l’estate. Questo infatti finisce lasciando il posto a tanti nuovi inizi, si riprende il lavoro, la scuola, tutto ricomincia a Settembre.

A Gennaio ognuno elabora i suoi buoni propositi, “inizierò una dieta, mi iscriverò in palestra…”. Settembre però ha un gusto diverso, non è un caso che sia preceduto da un tempo in cui abbiamo ricercato un po’ di riposo, sospeso le nostre attività lavorative, tentato di recuperare energie.

Sono arrivate alla nostra Associazione molte richieste di cominciare una terapia proprio nel mese di Agosto: in un momento di relax e in cui si presuppone che la vita stressante che siamo costretti a inseguire rallenta, qualcuno pensa a iniziare un percorso psicoterapeutico.

Come mai? Che ci succede durante i mesi estivi?

 

COSA CI SPINGE A PENSARE ALL’INIZIO DI UNA TERAPIA A SETTEMBRE?

Probabilmente questo mese ci porta a tirare le somme dell’anno passato, a pensare a cosa riprendere o cosa lasciarci alle spalle.

L’estate porta con sé il rallentamento del tempo, le città sono più vuote e qualcuno può sentirsi più solo, non avendo i mezzi per partire o la giusta compagnia, non avendo dei familiari vicini o non avendo costituito un nucleo familiare. Ci si può sentire soli e diversi dagli altri, da quelli che sui social pubblicano foto di famiglie felici al mare…

Questo senso di solitudine, o semplicemente ritrovarsi ad avere meno impegni che la vita ci impone, porta l’individuo a stare più con se stesso, a vivere il tempo nel vero senso della parola. È proprio il vivere l’attimo, essere presente nel qui ed ora senza la solita frenesia che può far emergere vissuti emotivi negativi che solitamente sono sopiti.

In questa fase, a volte a fermarsi non è solo il singolo individuo, ma anche un’intera famiglia. Seppur temporaneamente, cambiano le abitudini, i bambini stanno più in casa non andando a scuola, le dinamiche di gestione della famiglia cambiano.

In quella settimana o più in cui si molla tutto e si prende la valigia anche la coppia ha l’opportunità di stare più tempo insieme.

Anche solo lo scegliere una meta e organizzare il viaggio, gestendo la questione economica, i bambini e il cane, porta a un confronto continuo nella coppia e a una continua mediazione. È qui che si possono verificare vere e proprie crisi anche dettate dalle aspettative di entrambi, sul vedere la vacanza come un modo per stare bene insieme e rilassarsi, e invece? Potrebbero emergere vissuti negativi nei confronti dell’altro, dettati dalla scarsa abitudine a viversi o anche da rancori e tensioni accumulate durante i mesi precedenti.

Un fattore che potrebbe rendere questo mese di Settembre particolarmente impegnativo dal punto di vista psicologico è proprio il dover riprendere la vita quotidiana, gli impegni e le dinamiche relazionali che magari ultimamente ci stavano un po’ strette.

Un elemento significativo di questo momento storico, più in generale, è il vivere la pandemia: molti vivono nella continua preoccupazione del contagio, evitando posti pubblici che prima potevano essere anche fonte di svago, e avendo paura di eventuali nuovi lockdown.

Si arriva quindi ad avere bisogno di uno spazio da dedicare a se stessi, al proprio benessere psichico, che porti ad un cambiamento e ci offra delle strategie per affrontare al meglio il nostro disagio.

E ci si rende conto che parlare con uno psicologo è proprio quello di cui si ha bisogno.

 

L’INIZIO DI UN PERCORSO TERAPEUTICO

Dunque l’inizio di una psicoterapia è un ottimo proposito per Settembre.

Iniziare una psicoterapia è una scelta che inizialmente può sembrare molto difficile, ma è anche una scelta di salute che permette di conoscersi meglio, affrontare in modo più adeguato le proprie tensioni, l’infelicità, l’insicurezza, dinamiche familiari conflittuali, o veri e propri sintomi divenuti “invalidanti” (ansia, attacchi di panico, disturbi dell’umore, disturbi alimentari, disfunzioni sessuali, etc.).

 

COSA ASPETTARSI CONTATTANDO UNO PSICOLOGO?

Fatto questo primo, difficile passo, tutto comincia con un primo colloquio. L’incontro può offrire accoglienza, ascolto e comprensione, oltre ad essere un contesto utile per chiedere spiegazioni e informazioni.

Nei successivi incontri si arriverà a sviluppare un progetto terapeutico, a darsi degli obiettivi, anche piccoli, per affrontare meglio le difficoltà/sintomi e trovare delle nuove strategie per individuare e utilizzare le proprie risorse.

 

Articolo redatto da

Francesca Castellano

17/09/2021

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