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S.O.S. GENITORI! Separazione...adesso che si fa?!

 

Quando si pensa ad una famiglia ed al suo ciclo vitale, è naturale soffermarsi su tutte quelle tappe che inevitabilmente, anche se con tempi e sfumature diverse, ognuna attraversa. Ci riferiamo alla formazione della coppia, alla scelta di condividere un progetto di vita - che può comportare la convivenza o il matrimonio - all'arrivo dei figli in alcuni casi, alle trasformazioni inevitabili che con gli anni si susseguono. Basti pensare alle caratteristiche e ai "compiti" differenti di una famiglia con un neonato, di una famiglia con un bambino alle prese con l'inserimento a scuola o, proiettandoci avanti negli anni, di una famiglia alle prese con l'uscita di casa dei figli (per questioni di studio o lavorative) e con il  pensionamento dei genitori.

 

La famiglia, per poter essere funzionale, deve essere in grado di muoversi lungo due direzioni, quella dell'appartenenza, che caratterizza tutti i membri in ogni fase e, allo stesso tempo, la dimensione dell'autonomia che, col passare degli anni, deve permettere ai figli di diventare sempre più competenti ed autonomi.

Gli eventi appena descritti a grandi linee vengono definiti normativi, proprio perchè, anche se con tempi che non sono prevedibili, rappresentano la tipica evoluzione di un nucleo familiare. Esistono però molti altri eventi che, contrariamente ai precedenti, possono accadere in maniera imprevista ed improvvisa, generando delle fasi critiche che la famiglia si trova a dover gestire.

E' possibile farne diversi esempi, anche considerando l'attuale scenario sociale e culturale di cui facciamo parte: la perdita del lavoro di un genitore, un suo ricollocamento con ruolo e responsabilità differenti, un lutto precoce (di un genitore o di un familiare comunque vicino), la separazione della coppia e la conseguente necessità di trovare un nuovo equilibrio.

E' proprio in riferimento a quest'ultima eventualità che, con questo articolo, cercheremo di dare qualche indicazione in più. Non ci proponiamo di fornire delle risposte, trattandosi di un argomento delicato e che assume sfaccettature differenti a seconda delle specificità della famiglia che lo attraversa, ma di sollecitare piuttosto delle domande, dei temi su cui riflettere e potersi interrogare.

Prima di tutto, ci sembra utile dire che, quando una famiglia si trova a dover affrontare una separazione, tutti sono coinvolti dai cambiamenti in atto ma sicuramente i più piccoli vanno accolti, indirizzati e rassicurati sulla possibilità di trovare un nuovo equilibrio. Gli adulti conoscono bene (o quasi) ciò che li ha portati alla decisione di separarsi, mentre i bambini non ne hanno consapevolezza e andrebbero assolutamente tenuti fuori da confronti o, peggio, liti sui medesimi motivi.

Alcune indicazioni potranno sembrare quasi banali, pensando che col buon senso si potrebbe certamente affrontare la situazione nel migliore dei modi ma, per l'esperienza avuta e per le tante situazioni di sofferenza incontrate, ci sembra doveroso specificare che, quando il dispiacere, la delusione, il senso di fallimento e, in alcuni casi, la rabbia si manifestano nella coppia, è difficile rimanere lucidi ed anteporre il benessere dei figli alle altre dinamiche relazionali.

Come si può comunicare una separazione ai figli?

Molto dipende dall'età dei bambini o ragazzi in questione; una regola importante può essere quella di chiarire prima bene tra gli adulti quali sono i passi da compiere e le modalità con cui si affronteranno, e poi cercare il modo di condividere con i figli, insieme, senza esplicitare o lasciar intendere posizioni da "colpevoli o vittime".

A volte, la separazione arriva dopo una fase di elevata litigiosità o, in alcuni casi, dopo una fase in cui le comunicazioni tra i partner sono diventate quasi assenti e proprio i figli si sono trovati nella scomoda ed emotivamente faticosa condizione di portavoce ("Dici a tua madre che...."; "Fai capire a tuo padre che...."; "Se tuo padre facesse.."; "Se tua madre capisse...." sono solo alcuni esempi del vasto repertorio). La coppia, quando comincia a vivere una situazione di difficoltà, fa talvolta dei tentativi per risolvere o superare la fase di stallo in cui si trova. Quando le risorse individuali o comuni sembrano non bastare, potrebbe essere importante rivolgersi ad uno specialista, per confrontarsi su quello che sta accadendo ed orientarsi rispetto alle possibilità che potrebbero mettersi in atto.

Non è utile "far finta" che non stia cambiando niente; le coppie che spesso dichiarano di rimanere insieme per i figli, non riescono poi ad evitare che dinamiche disfunzionali ricadano proprio su questi ultimi. Affrontare una separazione e cercare di salvaguardare o, se si è già andati troppo in là, di recuperare una dimensione di genitorialità è sicuramente un obiettivo per favorire il benessere di tutta la famiglia.

I bambini, soprattutto oggi, con lo scenario variegato di tipologie di famiglie con cui vengono in contatto (a scuola, nel tempo libero, attraverso i media), sono in grado di accogliere un cambiamento ed adattarsi, ma vanno sicuramente rassicurati rispetto a dei timori che potremmo definire fisiologici.

Nella quasi totalità dei casi, uno dei genitori lascia la casa in cui si conviveva. I bambini o ragazzi, devono sperimentare ed imparare che l'assenza fisica non corrisponde ad un'assenza emotiva e che, sicuramente con degli sforzi, i rapporti con entrambi i genitori possono e devono continuare ad essere risorsa. Spesso i figli si ritrovano a dover dividere il proprio tempo tra le abitazioni di entrambi i genitori, a dover portare con sé vestiti, giochi, materiale scolastico e cose proprie, dovendo ridistribuire, insieme al tempo, anche gli spazi ed il senso di appartenenza.

Per portare a termine una separazione con esiti positivi, è importante che la coppia possa recuperare le proprie risorse, contattando la stima e la fiducia che, in passato, sono state alla base del rapporto. Questo per garantire una buona crescita ai figli e un confronto sano con entrambi i genitori. In questi casi, aiutare i genitori a mediare, supportarli al fine di poter distinguere il piano coniugale da quello genitoriale e aiutare i figli a non farsi carico delle ferite dei genitori, sono passi fondamentali per porre le premesse di una famiglia felice, con una nuova struttura ed organizzazione. Laddove la separazione ci sia già stata, accompagnata da eventi che hanno impedito di chiudere serenamente o con la stima di cui abbiamo parlato, può essere importante offrire uno spazio d'ascolto alla famiglia, per aiutare i figli a ricollocarsi nella giusta posizione. Un altro nodo sicuramente importante riguarda i rapporti con eventuali nuovi partner e, in alcuni casi, con i figli di questi ultimi. I bambini ed i ragazzi possono attraversare dei momenti di confusione e ritrovarsi con fratelli e sorelle, che magari dividono con loro la casa o una stanza, e con altre figure di riferimento adulte che, sicuramente, non devono sostituirsi o confondersi con i genitori. Se già per gli adulti questo scenario sembra complesso, è facile pensare cosa possa suscitare nell'emotività e nei pensieri di un figlio, nel quale il senso di lealtà ed i vissuti come il senso di colpa possono necessitare di tempo per esser superati.

Il nostro centro ha in programma degli incontri esperienziali su questa tematica, sulla separazione e su alcune delle possibili conseguenze all'interno delle famiglie;  incontri durante i quali, con l'aiuto di strumenti sistemici, e grazie all'utilizzo di supporti visivi e grafici come le fotografie, il disegno ed attività ludiche strutturate, si aiuteranno proprio i figli a facilitare, riallacciare o pensare in una nuova maniera il rapporto con i genitori.

L'idea è che non solo con le parole ma anche con le immagini, la storia della famiglia possa essere rinarrata, modificandone il finale, non negando una separazione forse inevitabile, ma ricucendo quegli strappi emotivi dolorosi che ne sono conseguiti, così da  favorire il benessere di tutta la famiglia.

Per coloro che fossero interessati, sarà possibile restare aggiornati sui laboratori in programma cliccando sul link sottostante:

http://www.associazioneinverso.it/psicologia-roma/psicologia-low-cost-novita-roma/31-s-o-s-genitori.html 

 

Articolo redatto dalla Dr.ssa Lia D'Angelo (aprile 2017)

 

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